16 dicembre 2015

Papa Francesco ringrazia i detenuti di Padova per il dono del concerto in carcere


Non capita tutti i giorni di ricevere un ringraziamento dal papa affacciato dal balcone di San Pietro. È quanto è accaduto ai detenuti del carcere di Padova, tra i quali i nostri pasticceri, che domenica hanno organizzato in un capannone del carcere il “Concerto per papa Francesco”. Un omaggio cioè all’uomo che più di ogni altro viene percepito come un amico dai carcerati di tutto il mondo.

«Saluto i detenuti delle carceri di tutto il mondo», ha detto il pontefice domenica 13 all’Angelus, «specialmente quelli del carcere di Padova, che oggi sono uniti a noi spiritualmente in questo momento per pregare, e li ringrazio per il dono del concerto», mentre all’applauso fragoroso di piazza san Pietro ne rispondeva uno non meno commosso in diretta dalla casa di reclusione Due Palazzi di Padova, dove oltre centocinquanta detenuti, operatori e volontari della casa di reclusione seguivano, con la diretta di Tv2000 e le riprese di Rai5, il concerto di un’orchestra di ragazzi, i Polli(ci)ni del Conservatorio Cesare Pollini di Padova.

 

Dopo l’Angelus, i detenuti (e i telespettatori) hanno ascoltato brani di Bach, Massenet, Grieg, Morricone, Anderson e Warren, intervallati da brevi messaggi dei protagonisti. Dei detenuti stessi, in primo luogo. «Grazie, papa Francesco», ha detto Gaetano, «che ti ricordi di noi, che ci ricordi che Dio ci sta aspettando.

 

Nelle prime file ci sono i rappresentanti delle istituzioni e del mondo penitenziario. «I giorni in carcere possono essere giorni di dolore, di speranza, oppure di indifferenza. La peggiore tra queste è certamente l’indifferenza», dice il provveditore alle carceri del Triveneto Enrico Sbriglia, «oggi, grazie al concorso di tante persone è un giorno di speranza, un giorno che potremo ricordare a lungo».

 

La conduttrice Eugenia Scotti chiama a intervenire anche i ragazzini dell’orchestra, soprattutto Alessandro, violinista che strappa il sorriso a tutta la platea per la freschezza delle sue risposte. Ad Alessandra e Giulio, i due piccoli dell’orchestra, due detenuti, Michele e Giuseppe, fanno il dono simbolico del panettone, che poi verrà regalato a tutti i ragazzi, ai docenti e ai genitori intervenuti.

 

Il concerto si è concluso con un messaggio di ringraziamento di nove detenuti in altrettante lingue diverse: italiano, spagnolo, albanese, arabo, kossovaro, cinese, portoghese e tedesco: quest’ultimo con un augurio aggiuntivo al papa emerito Benedetto.

 

 

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn